La sfida di Mr. B


In questi giorni ho avuto occasione di scambiare opinioni e ricevere commenti da amici internauti sicuramente più conservatori di me e pro-cav; cosa statisticamente possibile (anche se solo il 40% di chi vota, che non sono tutti, lo ama a tal punto) e che dimostra che pensano io sia recuperabile… mah?
E’ interessante cercare di capire le loro ragioni, anche se le penso alimentate da tanta propaganda e falsa informazione; ma dato che la propaganda la fanno tutti, andiamo ai fatti.

Il mio vantaggio credo sia quello di vedere le cose con sufficiente distacco (circa 13.500km, più o meno).
E quindi ho apprezzato l’articolo di fondo di Romano di oggi, che chiede di riportare la conversazione su temi più utili: governare l’Italia (che ha le peggiori performances tra i paesi che la circondano, è la più debole, la più imbelle) e creare un clima dove la politica costruisca, e non distrugga solo.

Questi sono i temi su cui vorrei il cav si confrontasse, e gli amici conservatori iniziasero a valutarlo, la sua “sfida”.
Troppo facile infatti sostenerlo e difendersi dietro alla bandiera dell’anticomunismo (“ha dovuto scendere in campo”, “saremmo stati tutti comunisti” – ma dove?!), o che quelli di prima fossero peggio o che manchi una alternativa.

A me non interessa quello che è stato (Prodi era modesto? era il meglio che c’era, anche lui come il cav di oggi, e meno male ci ha portato nell’euro senza il quale saremmo già paese delle banane; ma il rag. Tremonti non lo capirà mai), vorrei che si capisse che andando avanti così si va a finire male.
Che ci sta venendo propinato di tutto per nascondere i veri problemi (panem et circenses, neh?).
Che si circonda di nani e ballerine (di cui oramai si sa fin troppo) ed è circondato da personaggi che non ci si augura di incontrare la notte (la sua storia è ricca di strane amicizie: di quelle antiche nessuno parla, su quelle nuove si scherza, ma alla fine collaboratori di qualità ce ne sono proprio pochi); o da tanti voltagabbana che hanno solo cambiato partito fiutando l’aria (oh sì, riconosco tanti socialisti…) e difendono se stessi, non il paese.
Che valori ed etica non sono trattabili oltre un certo punto (ma Pio XI non ci ha insegnato nulla, il revisionismo storico ci ha cancellato la memoria di quali abissi si prospettano a chi accetta sempre i compromessi? A che punto questa esasperata etica edonistica inizierà a creare dubbi di coscienza?).
E che per giunta, per la strada stiamo perdendo molto il senso della democrazia (che già non ha una lunga storia in casa nostra :().

Datemi un paese che ci faccia sentire orgogliosi (non solo quando l’Italia vince il mondiale di calcio), che faccia pensare con ottimismo al futuro delle mie figlie.

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About cmalaguzzi

I am a Mktg and Biz Dev Exec, with a passion for technology. Love to spend time on IT strategy, innovation, partner ecosystems, business productivity.
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