20a chemio

Milano, 25/7, h 3:45

Prima notte della mia ventesima chemio. Squassata dalla tosse, attaccata al pane per combattere un po’ di nausea.
Quando sto bene, come i gironi scorsi ad Antagnod, mi faccio prendere dall’ottimismo e faccio un po’ lo struzzo.
E’ vero, sono riuscita a fare due passeggiate e stare qualche ora da sola con te. Ma alcuni gironi/volte faccio fatica a salire la scala ed in generale a mettere un piede davanti all’altro.
Mi hai accompaganto a prendere il pullman per Verres, da dove avrei proseguito per Milano. Ti ho lasciato piangente in braccio ai nonni (cuore di mamma piangeva ancora a valle, tu stavi già giovando a palla a Villa Rivetti). Scendendo, fra castelli e nuvoloni di pioggia, mi sono ricordata la stessa scena, due anni e 12 chemio fa.
I miei polmoni e le mie ossa stavano ancora bene; al cervello manco ci pensavo. Era ancora un ricovero ospedaliero pressoché di prassi.
Ora sono quasi felice del tuo pianto: voglio darti di più, un’altra chemio mi aiuterà ad arrivare alla fine di quest’estate che sta volando, e magari a darti ancora più vanacanze con la mamma.
A tal fine é anche importante rispettare i tempi/turni che io (che predico ed avrei dovuto imparare il carpe diem) ho predisposto per tutti quest’estate: e allora che ansia, quando la dottoressa mi dice che dovremmo rinviare tutto perché ho l’herpes, o papà si ammala proprio ora (già la scorsa chemio mi ha passato un’influenza che mi ha impedito di finirla): io devo tornare in montagna da te, da voi, in forma!

Mi vedono in grande forma, anche un po’ abbronzata.
Rispondo che sto bene, benissimo (salvo alti e bassi): ho crampi a mani e piedi, gengiviti da combattere con un’attenta prevenzione quotidiana; tosse che mi squassa e che mi lascia con tanto mal di gola, quando non mi manda in dyspnea totale; lo ‘sfrizzolo’ alla testa se mi alzo un po’ troppo in fretta, o in passeggiata; problemi intestinali che – chissà perché – nel caso si risolvono nottetempo, contribuendo all’insonnia. Mi sono gonfiata per il cortisone; la pelle della faccia si é indurita per la ritenzione idrica (la sento dura non più mia) e mi sono addirittura venuti i baffetti. Sono un po’ rossa/abbronzata dagli occhi in giù, mentre proteggo sempre la fronte con il cappello. Sono diventata strabica.
Vado a letto chiedendomi se riuscirò a dormire la note intera (raro!).
Ma intanto sono passati due anni: hai scritto tu le cartoline alle tue amiche, mi aiuti molto in casa come una vera donnina, passeggi mangi giochi chiaccheri, mi dai tante coccole….

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