Di nuovo in due

E così, io e Chiara ci siamo trovati soli. papa' Carlo e Chiara a S.to Domingo

In parte si è trattato di qualcosa purtroppo già immaginato, anzi organizzato – da Paola o nelle discussione che ne avevo fatto con lei.
Ma di quello che aveva immaginato, non ho voluto realizzare la trasformazione della lavanderia e dell’ingresso per avere una donna a tempo pieno che stesse con Chiara; ho preferito la continuità, con Lina di fianco a Chiara; ed ho preferito dedicarmi io a Chiara, papà a tempo abbastanza pieno.

Si è trattato di qualcosa che aveva senso anche per me, mi è servito per prendere coscienza poco per volta.

Per un po’ intorno a Chiara abbiamo creato un contesto di famiglia allargata (molti amici presenti, molti bambini, amiche “promosse” a zie) che la distraesse e le facessero percepire affetto diffuso e presenza; questo fino a quando ha cominciato a dire che preferiva stare tranquilla con me…

Poi è iniziata la fase delle domande, esplicite e molto dirette: “ma, se anche tu non ci fossi più, io… con chi rimarrei?” – che, a parte la difficoltà relativa in fase di risposta, faceva trasparire il fatto che veniva elaborato il lutto, tanto più velocemente lei rispetto a me.

Mano a mano, il nostro tran-tran ha trovato il suo equilibrio; la prima elementare è arrivata ed è passata, senza che Chiara manifestasse evidenti o riconoscibili segni della sua situazione – parafrasando, la perdita della sua seconda mamma.

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