– Foto della mamma.

22-8-01

Succo di pomodoro condito; cocktail alcolico alla frutta.

Camicioni L.Ashley; casacche orientali; sciarpe e  fusciacche.

Colori vivi; rosa shocking e arancio. Sono entrata in  ospedale con camicia e maglia verde (a chi l’ammira rispondo “verde speranza”).  Ora indosso una camicia da notte dello stesso colore.

Gioielli di gusto e appariscenti.

Piedi a patata, sempre dolci e doloranti. Poi ho scoperto  le Birkenstock. Le metti anche tu: mi piace tirarti su più “alla tedesca”. E ti  piace se ci vestiamo uguali.

Sono fedele ai profumi. Trovato quello che si sposa al  meglio con la mia pelle, il mio umore, in quel periodo della mia vita, non lo  cambiavo più finché spariva dal mercato. D’estate fragranze diverse. Ogni  autunno provavo a cambiare, inutilmente. Due o tre profumi in tutto, sempre  molto particolari.

Cappelli: sempre portati molto bene; grandi e piccoli, mi  donavano (e mi aiutavano contro la sinusite).

Fiori recisi: li adoro e me ne circonderei in casa. In  teoria, come per la poesia. Poi in pratica zero in pollice verde: i fiori mi  muoiono troppo in fretta (pigrizia?distrazione). E poiché detesto vederli così  sprecati, arrivo a rimanerci male se me li regalano.

Detesto l’arredamento minimalista e l’odore di cane  bagnato.

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