– La vita dopo la morte.

E’ l’appuntamento più importante cui ora devo prepararmi.
Ieri ho trascorso un’ora dalle Edizioni Paoline a cercare letture. Inizierò a sentire parroco e Don Gianni. E se poi tutto andrà bene…. avrò comunque imparato qualcosa, da passarti.
Ma resta il fatto che prima o poi noi – tutti – ce ne andiamo: negli eterni pascoli? nell’Ade? a reincarnarci?
Voglio approfittare dei prossimi mesi per leggere i libri di confronto tra religioni e simili che ho accumulato in passato (evidentemente avevo già curiosità relative).
D’altronde, l’altro giorno ho scritto le prime istruzioni per il mio funerale: perché no?
La cosa mi rende più serena. E’ una cosa fatta e servirà sempre.

A XXX hanno trovato un grosso cancro al cervello: le hanno dato un mese di vita. Come si fa?
Come si fa a dirlo, cosa si fa quando te lo dicono? Beh, vorrò aver già avviato la preparazione spirituale, religiosa, pratica, in modo da potermi dedicare interamente a voi.
E poi, a ben pensarci, che differenza c’è fra un mese, un anno?
E’ importante come vivi ogni singolo momento.

C’è anche da dire che il male al cervello mi spaventa perché può avere effetti un po’ imprevedibili su mente, autonomia, capacità, umore.
Per ora sono piccole e sparse, ma se la chemio non funzionasse al meglio? Per non parlare dei mal di testa che potrebbero aspettarmi: più che mai, vivere al meglio ogni singola giornata oggi, senza rimandare al domani.

Così, sprofondo il mio naso e i miei baci nei tuoi capelli.
E tu, che stai godendoti tutte queste coccole dalla mamma, mi ricambi al 200%, con baci e carezze a sorpresa.

L’altro giorno hai chiesto a papà perché va sempre a lavorare; ti ho chiesto se ti ricordavi che anche la mamma andava a lavorare.
Mi hai guardato stupita, immemore.
Che bello, che successo, che speranze!
Se penso a quanto stress, quante ansie quando al lavoro una riunione mi faceva ritardare, o anche solo dovevo lasciarti alla Lina la mattina, anziché rimanere con te a dedicarmi a farti crescere.
E invece… forse ce l’ho fatta. Forse crescerai pensando che la mamma è stata con te – bene – per tutto il tempo che ha potuto. Con serenità e.. qualità.

La scelta di Lina è stata fortunata, perfetta…. Vi sento ridere insieme, e mi rassereno per il futuro. Se Lina ti sgrida, arrivi da me protestando, e io appoggio Lina (senza bisogno di concordare alcunché: siamo spontaneamente allineate).
“Perché siete sempre d’accordo contro di me?!”.

All’asilo dicono che sei serena e tranquilla, tutte le amichette ti ambiscono (al ritorno da Creta c’era la fila per venire a trovarti).
Le mamme delle tue compagne ti apprezzano perché sei equilibrata: vivacizzi le “calmine”, senza eccessi, e giochi calma con le più vivaci.
Riuscire a far sì che continui così sarebbe già un grande successo da propormi.

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