– Mi sono alzata per un “puncino impascito”.

13-6-01, Milano, h 1.00

Oggi Lina ti ha  lavato i pelouches, e ad un certo punto sento in lavanderia uno strano ronzio.  Cerca ed inventa, ne identifico la fonte. Quale lo stupore di papà quando, di passaggio in lavanderia ore dopo, sente lo  strano rumore e mi sente spiegargli, imperterrita: “E’ un puncino impascito”.
Devi sapere che recentemente ho anche un po’ di problemi a  parlare, se non sto piu’ che attenta (il tumore deve avere preso un altro nervo)  soprattutto la sera e se sono stanca.
In realtà il tuo “pulcino” non è proprio “impazzito”  ma è stato lavato completo di pile e si è messo prima, appunto, a ronzare, ora a  pigolare disperato!
E’ un modo per ricordarmi di te, che sei al mare coi nonni.
Questa settimana cosi’ io affornto la 19a chemio e i pensieri  che comporta. Già, perche’ l’infermiera “xxx” era in vena ed io ero l’unica  paziente: così si è lasciata andare e, complimentandosi per il mio coraggio  etc., mi ha chiesto se ti sto preparando.
Se avevo ancora qualche speranza o illusione, se ne sono  andate.
Non sto ancora dormendo, ma non a causa del puncino, quindi.
Ma perchè non posso più fare lo struzzo e rimandare a domani  l’organizzazione del domani.

Comunque mi ha proprio fatto effetto dover consolare  un’infermiera di oncologia e porgerle io i fazzoletti per asciugarsi le lacrime!

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