– Scriverti mi aiuta, mi rasserena.

Nei momenti di veglia notturna (che sono tanti, e perché prendo il cortisone che è eccitante e perché…. ho un po’ di pensieri) mi vengono tanti temi, idee che vorrei affrontare in queste pagine….
Spero di riuscire a farlo in modo leggero, e invece temo che a volte possano sembrarti un po’ pedanti lezioni di vita. Forse voglio lasciarti anche queste, sperando che ti aiutino a crescere “bella dentro”.
Vorrei che queste pagine per te diventassero qualcosa da sfogliare occasionalmente, qua e là, nei momenti della tua adolescenza. La tua adolescenza: che momenti importanti che mi perderò!

Ieri sera sono andata con papà a sentire una conferenza su Kandinsky (in particolare, sulla settima composizione, sulla sua nascita, sul collegamento con la musica atonale e dodecafonica di Schöneberg, il ruolo che l’opera ha avuto sull’arte astratta…) e poi a visitarne la mostra.
Kandinsky mi è sempre piaciuto tanto.
Mi ricordo di aver trascorso un sacco di tempo al museo dei Blaue Reiter di Monaco, dove forse l’ho scoperto. Era il novembre ‘85/’86, avevo seguito il papà impegnato in una riunione Aiesec; io visitavo la città ma la temperatura polare (-19°) mi continuava a portare nei musei.
Kandinsky è colore, è favola: ne sento la pittura molto vicina. sarei andata anche da sola alla conferenza; invece è venuto (a fatica, strappandosi al lavoro) anche papà, che la ha apprezzata quanto me.
Ci abbiamo pensato su, e non siamo riusciti ad immaginare amici che avremmo potuto coinvolgere in una serata simile (solo Lina, Paola xx e Chiara yy…). Di sicuro, le nostre mamme.

Questa è affinità elettiva: ci siamo proprio trovati, io e il tuo papà. Poi, di sicuro, ci siamo anche “educati” a vicenda.
Tanta dell’arte moderna e contemporanea, e del teatro, l’ho appresa andando alle mostre ed agli spettacoli col tuo papà.
Che ha più cultura in proposito (il suo papà lo portava/trascinava spesso, e Milano offre più opportunità di Alessandria), ma meno curiosità.
Così sono io quella che legge/scopre gli eventi/organizza/ce lo trascina.
Ma papà è contento di questa sorta di divisione dei ruoli; si stupisce spesso di come/dove mi invento certe iniziative, e se le gode.
In questo periodo poi, tutto sembra ancora più profondo.
Nel novembre del ’99 (verso la fine del primo anno di cure) l’ho portato a Nancy per il centesimo anniversario del Liberty.
A marzo siamo andati a Roma per la mostra del Novecento in Italia: ci ho infilato tante altre “chicche” culturali particolari.
Sto organizzando una visita a Salisburgo per il festival di fine agosto.
Nell’ ’86 siamo addirittura finiti al Festival di Bregenz (“Die Zauberflöte” sul lago di Costanza, un’isoletta come palcoscenico con mostri che arrivavano via lago, angioletti su nuvoletta/teleferica e montagnole che si aprivano). Non siamo melomani, ma curiosi.
Delle stesse cose, in due.

A ben pensarci, non sono molte le coppie che conosco che viaggiano così bene in due, e che condividono gli eventi culturali.
Crescerai con una buona dose di lettura, musica ed arte, perché sei curiosa, perché il papà ed i nonni ti ci educheranno: scegli le tue amicizie ed i tuoi amori anche in funzione delle opportunità di arricchimento e condivisione che ti daranno!
Ieri, visitando la mostra, di colpo mi sono rattristata ed ho chiesto a papà di portarti a vedere esposizioni e conferenze – fra di me urlavo e piangevo: “vorrei essere io!!!”.

Da un alto infatti è un compito troppo bello e importante: educarti a cogliere bello e brutto, colori e grigi, storia e spirito, people-watching e fantasticherie.
Letture, viaggi, mostre (i concerti li lascio a papà)… vorrei essere con te a organizzarli, farli, commentarli, farmi consigliare da te quelli “da giovani”.
Io ho avuto nonna Carla e lo zio Claudio che mi hanno portato a fare viaggi – avendo proprio deciso che quella era la loro missione educativa.
Firenze, Roma, Umbria, Sicilia, Andalusia, Costa Azzurra: ogni settembre dai nove anni ai diciassette, con la nonna Carla.
E a quel punto, l’abbiamo portata noi via! in Irlanda ed Etruria, io è papà: abbiamo viaggiato bene, noi tre (stesse idee di cosa vedere, dove fermarci…).
Con zio Claudio Indonesia, India e Nepal, Cina…. sono esperienze che mi hanno formato tantissimo, e che mi dispiace non aver fatto coi miei genitori.
Ecco che con te avrei potuto recuperare.

Oltre che un compito essenziale, infatti, vedo questa condivisione come un’occasione di amicizia, di “crescere insieme”, chiacchierarsi poi a casa…
Mi mancherà tanto.
E quando vedi colori, favole, e Kandinsky: pensa a me!

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