– Oggi, solo il giorno dopo, sono più pimpante.

E, anziché musica classica, sto ascoltando i  Pink Floyd.

Mi gira la testa, per carità, ma ho rialzato  la dose di cortisone e sono andata dal parrucchiere (dove non mi sono lesinata  nulla, dalle mani al gel super raffinato. Per la prima volta in vita mia anche  ceretta ai baffetti, conseguenza delle nuove cure ormonali).
Oggi sei tornata da scuola eccitatissima,  abbracciata al quadernone dei lavori di tutto l’anno.
Ho dovuto guardarlo subito, e stasera lo  guarderemo anche con papà.
Una vera piccola scolara, orgogliosa e curiosa.

L’anno scorso le tue foto all’asilo erano  più tristi; quest’anno sono di una bimba che partecipa attiva e divertita ai  giochi dei suoi compagni.
Anche la maestra Marilisa mi ha detto che – oltre ad  essere particolarmente sveglia ed intelligente – hai molto migliorato in  socialità.

Adesso sei ad una festa di compleanno.
Sai, io ero una bimba timida e piena di  complessi.
I pochi amichetti (ma non ricordo amicizie del cuore come tu stai  sviluppando) dovevano passare l’esame “sociale” della mia mamma, e ovviamente  non andavano bene. Ciò è valso sempre, fino ai morosi ed all’università.
Quante  amicizie ed amori ha fatto finire la mia mamma! Non direttamente, non sempre, ma  con pressioni continue.
Anche a me viene da preoccuparmi che tu  frequenti le persone giuste, ma più nel senso che possano arricchirti e darti  del bene, piuttosto che “nascano bene”.

Le amicizie e persone che mi hanno dato  tanto, ad esempio sono state Rosaria, la mia amica del cuore delle elementari. Figlia di commercianti di  frutta con bancarella al mercato, siciliani: ricordo tanti pomeriggi in casa sua  (pochi da me). Probabilmente c’era un’ospitalità siciliana ed una mamma (che  ricordo bene) molto “mammosa”.
Mario, moroso della prima o seconda liceo.
Era universitario, dipingeva e con i  ritratti si manteneva agli studi e una garçonniere. Di famiglia numerosa e  povera, aveva tantissimo cuore e testa. Con lui facevo la maschera al teatro  comunale di Alessandria: vedevo tanti spettacoli e concerti, gratis.
La mamma  trovava disdicevole che la gente mi trovasse a fare la maschera. Giravamo in  lambretta in campagna, discutendo di filosofia, natura e “sturm und drang”.

Ancora in questi giorni ho avuto una  discussione con Paola S., che sostiene che i laureati sono meglio, diversi,  “hanno una marcia in più”.
Non è vero, non necessariamente. Alcune delle persone  migliori che ho conosciuto non sono laureate, ma piene di voglia di fare e di  conoscere (pensa a Lina: mi è più facile combinare di andare a teatro con lei  che con tante mie amiche).

Attenta, quindi, alle persone poco oneste ed  indolenti: difendi te stessa e la tua vivacità.

Advertisements

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s