—Mi sento una bomba ad orologeria, TIC-TAC.

Lo dicevo l’altra sera con papà, abbracciati sul terrazzino del bungalow mentre tu dormivi dentro (in questi giorni di sole mare, crolli proprio).
Vorrei disinnescarla, vorrei poter tornare indietro.

Prima vivevo intensamente, tutti i minuti. Cercavo di vivere bene tutto il mio tempo per te, per me stessa (la palestra, lo shopping…) e per papà.
Ma non c’era un TIC-TAC continuo di sottofondo.
Prima le giornate si concatenavano una all’altra. Le pianificavo (facevo sempre tanti piani) nel breve medio e lungo termine.
Ma una volta organizzate (vacanze, feste familiari, spostamenti di baby sitter) trascorrevano nella loro quotidianità, con l’aria di essere destinate a ripetersi, o l’indomani o un qualche giorno futuro.
Oggi per me non è più così.
Ma vorrei far si che lo sia ancora per te: niente TIC-TAC, solo giornate che puoi decidere tu.

Rileggendo le pagine indietro e questa, mi rendo conto che uso molto parlare del tempo come una cosa che prima “decidevo”, e che ora “mi è dato”.
Oggi quello che faccio o meno non lo decido più io: lo decidono per me i medici, il mio fisico, i tempi di operazioni e chemio.
Prima, decidevo – programmavo – influenzavo.
Ero una donna-manager, brava nell’organizzare il lavoro mio e degli altri.
Valutavo pro e contro, tempi e soluzioni possibili, orgogliosa di essere sempre all’altezza.
Mentre gestivo mille compiti al lavoro, seguendo la mia agenda facevo funzionare le cose di casa (le colf, le migliorie, la pediatra…).
E riuscivo a fare tutto, bene. E mi era importante fare tutto.

In un viaggio a Creta come questo, così come l’avevo progettato due mesi fa (non ho ancora proprio imparato, eh?) avrei voluto girare e vedere tutto quel che c’è sull’isola, forzando anche voi.
Sarà l’avanzare del male che pian piano riesce a cambiarmi?
Fatto sta che siamo, qui, ad impigrirci fermi in un bellissimo posto, al lento sciabordio delle acque.
Due anni fa, alla fine della chemio (anzi, prima) ero tornata al lavoro (per reazione, per rifugio, e perché non avevo ancora imparato abbastanza).
Oggi non ci riesco proprio più a pensare: un lento avviarsi alla catarsi?

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